Dopo due giornate intense tra vette leggendarie e curve infinite, la terza tappa segnerà decisamente un cambio di ritmo. Ma guai ad immaginarla come una giornata di riposo! Partirò dal cuore roccioso delle Alpi svizzere per spingermi verso i borghi fiabeschi dell’Alsazia, con ancora un po’ di atmosfera alpina nel mezzo.
Itinerario e punti salienti della giornata
Grimselpass – 2.164 m

Dopo un caffè e magari un buon Rösti con formaggio locale, la giornata partirà subito in bellezza, scendendo, dal versante opposto, il passo affrontato al tramonto il giorno prima. Le prime luci del mattino sulle rocce granitiche e i laghi glaciali renderanno l’addio alla montagna uno dei momenti più poetici del tour.
Brünigpass – 1.008 m

Un passo “di transizione”, ma non per questo banale. Strada fluida, con belle curve e panorami che si aprono verso la Svizzera centrale. È il modo perfetto per passare dalle Alpi severe ai paesaggi più dolci dei laghi e dei prati elvetici. Qui potrei valutare una tappa al Museo all’aperto di Ballenberg, una ricostruzione di case, mestieri e vita contadina svizzera. L’unico rimpianto sarà legato all’orario di passaggio: troppo presto per poter assaggiare il celebre Älplermagronen (maccheroni dell’alpe), una sorta di pasta al forno con patate, cipolla e formaggio, servita spesso con composta di mele.
Töfftreff – Isebähnli in Trimbach

Tappa fondamentale della giornata sarà questo piccolo ma celebre bar-ristoro lungo il percorso: un vero e proprio luogo di culto per i motociclisti svizzeri. L’Isebähnli in Trimbach è molto più di un semplice ritrovo: è uno dei raduni motociclistici più longevi e grandi d’Europa. Da oltre 50 anni, ogni giovedì tra primavera e autunno il ristorante e il piazzale si trasformano in una festa su due ruote in grado di richiamare migliaia di centauri ad ogni occasione. Peccato che – con tutta probabilità – transiterò da queste parti solo il sabato mattina.
Saint-Louis

Se avrò modo di lasciarmi cullare da note Jazz e blues sarà solo grazie agli altoparlanti del mio casco. Non sarò ovviamente nella melodiosa terra del Mississipi, bensì al cospetto della porta d’accesso alla Francia, in quella pianura francese di confine dove il paesaggio si ammorbidisce e le montagne lasciano spazio ai vigneti e ai villaggi alsaziani. Tra le peculiarità del posto spiccano il Fondation Fernet-Branca, un insolito museo d’arte moderna realizzato in una ex distilleria. Qui ci potrebbe anche starci bene uno spuntino a base di Flammkuchen (una sorta di pizza sottile con crème fraîche, cipolla e pancetta), ma quasi certamente frenerò i miei entusiasmi gastronomici in attesa della prossima tappa.
Colmar

Una sosta obbligata, per il pranzo e per il cuore. Uno dei borghi più belli d’Europa, tra canali, case a graticcio e fiori ovunque. Qui dedicherò diverse ore a visitare il paese, a partire dalla suggestiva Petite Venise, il quartiere dei canali. E poi, due passi tra le vie medievali del centro, la Maison Pfister e la Chiesa di San Martino. La sfida più complicata sarà resistere ai profumi della cucina alsaziana: ma in fondo sarà ora di pranzo… perché dovrei privarmene? Già mi immagino la Choucroute garnie (crauti con carne e salsicce) e la Tarte à l’oignon (torta salata alla cipolla) che sarà indubbiamente il mio tallone d’Achille. E per dessert? Magari un Kouglof alsaziano con mandorle e uvetta abbinato a un buon bicchiere di Riesling da smaltire prima di rimettermi in sella.
Riquewihr

Altro borgo da fiaba, uno dei “plus beaux villages de France” incastonato tra le vigne. Perfetto per una passeggiata tra vicoli medievali, lungo Rue du Général de Gaulle, il Museo della Comunicazione e magari una degustazione dei migliori vini bianchi alsaziani (senza esagerare, naturalmente… perché la strada chiama ancora!). E poi… qui si possono trovare ottimi foie gras artigianali: mi conosco troppo bene per non sentenziare che sarà impossibile resistere!
Strasburgo

Ed eccoci arrivati alla destinazione finale di giornata che sarà anche la base per un piacevolissimo weekend. Dopo tre giorni così intensi, una città come Strasburgo sarà l’ideale per rallentare, esplorare, e respirare cultura e architettura. Tra la Petite France, la cattedrale e i canali, ci sarà tanto da scoprire. Penso alla Cattedrale di Notre-Dame, tra le più alte e spettacolari d’Europa, al pittoresco quartiere della Petite France (dove ho già prenotato un albergo), con le sue inconfondibili case a graticcio affacciate sul’acqua. E poi chissà, magari una visita al Parlamento Europeo o un giro in battello sui canali (ottimo modo per rilassare gambe e mente).
Cambio di ritmo: da qui in poi…
Con l’arrivo a Strasburgo si chiuderà il primo grande blocco del tour. D’ora in poi, le tappe saranno più brevi e rilassate, le giornate si accorceranno, i chilometri diminuiranno, ma la ricchezza del viaggio continuerà a crescere prendendo una piega più esplorativa, sempre scandita da paesaggi meravigliosi, curve adrenaliniche e una montagna di emozioni.
