Alpen tour 2025 Seconda tappa

Dopo il meritato riposo a Beaufort, si rimonta in sella. Giornata lunga, variegata, e ancora una volta sarà un viaggio attraverso la leggenda alpina di tre Paesi, superando ripetutamente i duemila metri di quota tra ghiacciai, tornanti e altipiani da sogno. Qui si cambia ritmo: meno folla, più spazi aperti, e la sensazione continua di attraversare pagine di storia. Ogni colle è un’avventura a sé, con curve, scorci e aneddoti che meritano di essere vissuti.

Itinerario e passi principali della seconda tappa

  • Beaufort – 743 m
    Il punto di partenza, circondato da verdi pascoli e montagne dolci. Ma si sale subito, e sul serio.
  • Col du Pré – 1.703 m
    Un inizio da intenditori. Strada stretta, pendenze serie, con tornanti a picco sul Lac de Roselend che regalano ogni volta una vista mozzafiato sul Lac de Roselend. Uno di quei luoghi dove ci si ferma, si spegne il motore e si resta in silenzio. Insomma, una vera chicca per motociclisti, da affrontare con rispetto.
  • Col du Méraillet – 1.605 m
    Più che un vero colle, un punto panoramico con vista totale sul lago, tra i più fotogenici delle Alpi. Una finestra d’alta quota, da godersi prima dell’ascesa al Cormet.
  • Cormet de Roselend – 1.968 m
    Un classico francese, tecnico e vario, tra boschi e pascoli d’alta quota. Strada larga, piacevole, perfetta per chi ama guidare in scioltezza tra pascoli e vette innevate. La discesa verso Bourg-Saint-Maurice sarà veloce e divertente, mentre il versante da Beaufort si preannuncia essere molto guidato.
  • Bourg-Saint-Maurice – 813 m
    Tappa di passaggio, ideale per una breve sosta o rifornimento prima di ripassare dell’Italia.
  • Kleiner St. Bernhard (Col du Petit Saint-Bernard) – 2.188 m
    Una salita antica, dolce e continua, che unisce Francia e Italia fin dall’epoca romana, con un panorama aperto e rilassante. Lassù, il menhir preistorico e le rovine dell’hospice raccontano storie che furono di viandanti e commercianti. Oggi, raccontano la nostra voglia di moto e libertà. Uno dei colli “storici” del collegamento tra le valli.
  • Colle San Carlo – 1.951 m
    Breve ma intensissimo. Ripido e tosto, con curve strette e una pendenza che arriva al 14%. Un passo forse poco conosciuto ma da veri appassionati. Uno dei tratti più impegnativi dal punto di vista tecnico, ma ne varrà la pena. In cima: silenzio, foresta, e un grande senso di conquista.
  • Großer St. Bernhard (Colle del Gran San Bernardo) – 2.469 m
    Monumentale. Storico. Mistico. Uno dei grandi passi dell’arco alpino, conosciuto fin dai tempi di Annibale. Da Aosta si sale lungo una strada sinuosa che culmina in quel lago di confine e l’ospizio millenario che danno un senso spirituale a ogni passaggio. Sali e pensi: qui è passata la Storia.
  • Col de Champex – 1.498 m
    Piccolo, riservato, tranquillo. Una deviazione che serve a rallentare il ritmo e apprezzare i profumi e i colori della Svizzera più autentica. Champex-Lac sembra uscito da una fiaba. Perfetto per rilassare le braccia dopo i giganti precedenti.
  • Nufenenpass (Passo della Novena) – 2.478 m
    Per chi come me, di Rapallo, è abituato a fare la Novena dell’alba a Montallegro… il Nufenenpass era una tappa obbligata.Uno dei colli più alti della Svizzera. Un valico maestoso, con pendenze regolari ma costanti. Panorami aperti, cielo vicinissimo, silenzio assoluto. Panoramico, isolato, con viste incredibili sui ghiacciai del Ticino e del Vallese. Salita regolare, discesa spettacolare.
  • St. Gotthard (Passo del San Gottardo) – 2.106 m
    Un passo storico, reso ancora più speciale se il meteo mi assisterà e mi concederà di percorrere la Tremola, la vecchia strada tutta lastricata in pietra. Un viaggio nel tempo, su curve lente e vibrazioni da epoca pionieristica. Probabilmente uno dei passi più iconici delle Alpi centrali.
  • Furkapass – 2.429 m
    Il mio sconfinamento in Svizzera è stato progettato quasi esclusivamente per lui. Un classico assoluto con panorami mozzafiato, curvoni larghi e vista sul ghiacciaio del Rodano. Qui si respira la leggenda alpina, nel cuore della Svizzera. Qui non servono presentazioni. Basta dire: James Bond, “Goldfinger”, 1964. La scena in cui Sean Connery insegue Goldfinger sulla DB5 è stata girata proprio qui. La strada si arrampica tra rocce e ghiacci eterni, con viste sul ghiacciaio del Rodano. Ogni tornante ha il sapore del mito. E sì, ti sentirai anche tu un po’ 007.
  • Grimselpass – 2.164 m
    Ultimo grande passo della giornata, ma con una bellezza glaciale. Laghi blu incastonati tra le rocce grigie, una potenza primitiva che chiude la tappa in modo epico. Discesa tecnica, ma fluida, dopo di che si potrà finalmente tirare il fiato.

La grande incognita sarà sempre il meteo

Agosto sulle Alpi può voler dire tutto e il contrario di tutto. Nella maggior parte dei passi supererò i 2.000 metri, e lì:

  • Temperature minime: anche intorno ai 5°C al mattino
  • Massime in quota: tra 10°C e 17°C, se c’è il sole
  • Possibili temporali pomeridiani, specialmente sul versante svizzero

Come affrontare il percorso?

L’ideale sarà partire abbastanza presto presto per evitare l’eventuale maltempo di fine giornata. E poi, tuta antipioggia a portata di mano (sperando di non doverla mai usare) e un secondo paio di guanti caldi (o sottoguanti) per affrontare le vette conclusive della Furka, Nufenen e Grimsel.

Considerazioni finali

Se la prima tappa si preannunciava come un’immersione nei grandi classici, questa sarà una traversata nelle emozioni alpine più profonde: silenzi, spazi immensi, curve da disegnare col cuore. Un viaggio nelle Alpi autentiche: forse un po’ meno turistiche, forse un po’ più “vere”, dove la presenza di grandi colli  e la varietà dei paesaggi renderanno questa giornata una tra le più emozionanti del tour.

tme

Giornalista, fotografo e motociclista. Il connubio ideale? Unire le tre passioni raccontando i miei giri in moto. Peccato però che non sia il mio lavoro