Il momento della partenza è ormai vicinissimo, ma questi ultimi giorni sembrano durare un’eternità. Il pensiero corre continuamente al viaggio, mentre la mente si affolla di domande su cosa mettere in valigia, su quanto farà freddo in quota, su cosa non dimenticare. Sono quelle ore in cui l’adrenalina comincia a salire, e il rombo della moto sembra già risuonare nella testa.
Per ingannare l’attesa, iniziamo ad assaporare insieme il primo giorno dell’Alpen Tour 2025, tappa inaugurale di un’avventura che promette di essere epica.
Il percorso: una sinfonia di passi alpini
Si parte in autostrada fino a Fossano, e da lì si comincia a fare sul serio: la strada si arrampica verso Sampeyre, il cuore delle valli cuneesi. Poi, uno dopo l’altro, i grandi giganti alpini:
- Col Agnel – 2.744 m
Il secondo valico stradale più alto d’Italia e il terzo delle Alpi. Non troppo trafficato, scenografico, impressionante nella sua maestosità. Da Sampeyre la salita sarà dolce, poi diventerà aspra. In cima, lo spartiacque tra l’Italia e la Francia
- Col d’Izoard – 2.360 m
Con i suoi paesaggi lunari è una delle salite più mitiche del Tour de France. Il versante da Guillestre sarà il più suggestivo. La Casse Déserte, con le sue rocce giallastre e lo scenario lunare, è un set naturale.
- Col du Lautaret – 2.058 m
Un passo “elegante”, morbido, largo e panoramico, punto di collegamento tra Briançon e Grenoble. Ottimo per rifiatare prima del gigante successivo.
- Col du Galibier – 2.642 m
Un classico intramontabile. Un monumento assoluto del motociclismo e del ciclismo. Con i suoi panorami mozzafiato, una pendenza importante, una quota che si farà sentire. È uno dei tratti più attesi di questa prima tappa: qui la moto salirà di giri e il cuore pure.
- Col du Télégraphe – 1.566 m
Spesso oscurato dal vicino Galibier, ma non meno bello. Strada ombreggiata immersa nei boschi, tornanti regolari, perfetta per scaldare le gomme (come ce ne fosse ancora bisogno) e il pilota.
- Saint-Jean-de-Maurienne
Una valle ampia che offre un po’ di respiro tra le due “grandi sequenze” della giornata. Giusto il tempo di una sosta tecnica e si riparte.
- Col du Mollard – 1.638 m
Tornanti nel bosco e un’atmosfera intima. Meno famoso dei precedenti, ma abbastanza tecnico e soprattutto poco trafficato. Si preannuncia davvero godibile in moto, vi farò sapere!
- Col de la Croix de Fer – 2.067 m
Lungo e maestoso, con viste che tolgono il fiato. Non posso dire che sia uno dei miei preferiti perché non l’ho mai percorso, ma le aspettative sono altissime. Oltre 25 km, panoramico, con un piccolo lago in cima. La salita dalla Maurienne è la meno trafficata e più selvaggia. Un classico per intenditori.
- Col du Glandon – 1.924 m
Il duro e selvaggio vicino di casa della Croix de Fer: si scende al bivio e si risale. Più stretto, più impegnativo, ma anch’esso con grandi scorci da cartolina.
- Sainte Marie de Cuines
Di nuovo in valle. Giusto per un breve transito in cui fare fare il pieno (alla moto e alle energie).
- Lacets de Montvernie
Una delle strade più spettacolari delle Alpi francesi suggeritami da un amico (Grazie Piero, non avevo ancora inserito abbastanza curve in questa prima tappa, vero?): 18 tornanti in meno di 3 km, intagliati nella parete rocciosa. Da fotografare, ma soprattutto da guidare con precisione.
- Col du Chaussy – 1.533 m
Dopo i lacets si continua a salire, e sarà una meraviglia. Lontano dai grandi flussi, sarà un piacere scoprire questo piccolo gioiello nascosto.
- Col de la Madeleine – 1.993 m
Altro nome storico del Tour de France. Panoramico, impegnativo, lungo, iconico. L’ascesa da La Chambre sarà tosta: la fatica si farà sentire, ma la vista in cima son certo che mi ripagherà di tutto.
- Arrivo a Beaufort
Un borgo autentico, immerso nel verde. Famoso per il formaggio (Beaufort d’alpage), perfetto per concludere la giornata con un assaggio di Savoia.
Meteo e aspettative
Ma come sarà il tempo? Le Alpi sanno essere magnifiche… ma anche spietate. Le previsioni per ora oscillano, ma incrociamo le dita: cieli sereni e temperature fresche ma non gelide sarebbero l’ideale per godere appieno di ogni curva e di ogni magnifico scorcio. Porterò con me l’abbigliamento tecnico a strati, pronto a passare dai 30°C della pianura ai possibili 4°C in quota. La tuta antipioggia sarà a portata di mano, in cima alla borsa, anche se ovviamente incrocio le dita per una giornata di sole e cieli tersi.
Considerazioni finali
Inizia così il viaggio, tra sogni e una gran voglia di partire. Il motore scalpita. Io pure. Sarà una tappa lunga, tosta, ma memorabile. Un giorno in cui quel progetto coccolato e cesellato per settimane inizierà a diventare realtà, e quelle foto viste mille volte si trasformeranno in emozionanti tornanti tutti da vivere in prima persona.
E sarà solo l’inizio!
Ci vediamo sulla strada.
Che sbadato, quasi dimenticavo…
Come diceva sempre il mitico Nico Cereghin: “Casco in testa ben allacciato, luci accese anche di giorno, e prudenza, sempre!”. Diceva? Sì perché negli anni la formula è stata aggiornata così:
