Alpen Tour 2025 - Quinta tappa - la magia della Südschwarzwald verso il Lago di Costanza

La quinta tappa dell’Alpen Tour 2025 si aprirà con il profumo dell’umidità mattutina che sale dai boschi, appena fuori Friburgo. Pochi minuti di strada e sei già in un’altra dimensione: quella della Südschwarzwald, la parte meridionale e più selvaggia della Foresta Nera, dove le curve sembrano disegnate con il pennello e ogni tratto di strada ha un’anima

La partenza: la mitica salita dello Schauinsland.

La Schauinslandstraße è la sveglia perfetta. Tecnica, compatta, con tornanti che s’inerpicano tra abeti e castagni: una vera “palestra” per il motociclista. È un tratto da guidare “di corpo”, non di forza. In cima, a quota 1.284 metri, la Torre Eugen-Keidel regala uno dei panorami più emozionanti della giornata, con le Alpi in lontananza. Uno di quei momenti da spegnere il motore e respirare a fondo.

Le curve non sono mai abbastanza

Superato Notschrei, a Todtnau mi aspetta una parentesi adrenalinica. Perché se è vero che la strada chiama, a volte… ti lancia anche su binari a tutta velocità! Ed è proprio quello che accadrà all’Hasenhornbahn un lunghissimo bob su rotaia da godere a piena velocità. Del resto, dopo migliaia di curve percorse in moto, perché non affrontarne altre… correndo sul binario?

Feldberg, Schluchsee e Wehratal: guida pura e natura dominante

La salita al Feldberg, la vetta della Foresta Nera con i suoi 1.493 m, è da manuale: curve larghe, respiro ampio, ritmo fluido. Sembrerà di attraversare un piccolo passo alpino, ma senza la durezza delle grandi altitudini. Poco dopo, l’occhio si perde tra gli specchi d’acqua di Titisee e Schluchsee, e la moto scivola via leggera tra tratti ombreggiati e panoramici. Lì, un Gasthaus affacciato sul lago potrebbe essere la pausa ideale. Ma il pezzo forte arriverà poco dopo: il Wehratal, una stretta gola dove l’asfalto abbraccia il torrente. Le curve seguono il fiume come un serpente in una danza tra roccia, acqua e alberi.

Hexenlochmühle, Furtwangen e Triberg: storia e leggenda nel cuore del bosco

La strada si fa più stretta e intima entrando nel vero cuore oscuro e fiabesco della Foresta Nera. L’Hexenlochstraße conduce verso il mitico mulino delle streghe, l’Hexenlochmühle, che sembra uscito da una fiaba dei fratelli Grimm. I profumi di legno umido e muschio, le curve ravvicinate e il silenzio… tutto ti avvolge.

Poi Furtwangen, con il Museo dell’Orologio (il più grande al mondo) e subito dopo Triberg, casa della torta Foresta Nera e delle cascate più alte della Germania. Qui, una sosta è quasi un obbligo. Un caffè e una fetta di torta al vero Kirschwasser potrebbero farmi sentire come se il viaggio fosse un pellegrinaggio gastronomico.

Sankt Georgen e Villingen: ancora curve, ma più dolci

Tra Sankt Georgen e Villingen-Schwenningen, la strada si distende, mantenendo però ritmo e piacevolezza. I boschi si aprono, i paesi diventano più ordinati, il traffico un po’ più presente. Ma il piacere della guida non cala. Villingen ti accoglie con il suo centro medievale cinto da mura, un piccolo gioiello per una breve passeggiata o un caffè all’aperto.

Knopfmacherfelsen: la curva che si affaccia sul Danubio

Il belvedere di Knopfmacherfelsen è uno dei punti più suggestivi della giornata. Sei affacciato su un’ansa del Danubio, sopra le rocce, con il mondo ai tuoi piedi. Dopo tanta strada, è il luogo ideale per tirare il fiato, riflettere e sorridere al pensiero di quanto ancora ti aspetta.

Weißpass, Schanze e Burgstall: la storia tra le curve

Nella parte finale della giornata, il tracciato attraversa aree meno battute, con fortificazioni del XVII e XVIII secolo immerse nel verde. Non sono mete turistiche “classiche”, ma evocano un passato di confini contesi e soldati in marcia. Oggi sono angoli di pace e mistero, dove la strada serpeggia tra colline, rovine e alberi secolari.

Arrivo a Lindau: il mare dolce del Bodensee

E poi… la pianura si apre e in lontananza appare il Lago di Costanza. Lindau ti accoglie sull’acqua, collegata alla terraferma da un ponte, con le sue case colorate, il faro e il Leone bavarese che sorveglia il porto dove, al tramonto, l’acqua si tinge d’oro e le Alpi svizzere sembrano essere sospese nel cielo.

In conclusione

Questa tappa non sarà solo “un tratto di collegamento” ma una delle più ricche di sfumature. Ogni chilometro cambia tono: dalla salita al mattino, ai boschi del centro, ai canyon del pomeriggio, fino all’arrivo dolce e salato sul lago. Una giornata da vivere con tutti i sensi: guidi, mangi, ascolti, osservi… e quando arrivi a Lindau, sai che anche oggi la moto ti ha portato lontano.

tme

Giornalista, fotografo e motociclista. Il connubio ideale? Unire le tre passioni raccontando i miei giri in moto. Peccato però che non sia il mio lavoro